Chissà, chissà domani…
Ha senso parlare di scuola oggi? Forse non più. Quella che ci ostiniamo a chiamare nostalgicamente scuola è solo un posto in cui interessi di varia natura si sovrappongono a quella che dovrebbe essere la sua finalità fondamentale: formare persone in grado di fronteggiare il reale nelle sue multiformi manifestazioni, nutrire il pensiero critico, esercitare la preziosa arte del dubbio, non cedere alla seducente illusione che esista una netta linea di demarcazione tra vero e falso, giusto e sbagliato, prendere le distanze dalla fuorviante pratica della risposta esatta da indicare su test standardizzati che omologano realtà non equiparabili sotto nessun profilo. Nella vita non ci sono quasi mai risposte esatte e l’omologazione è un rigurgito di periodi molto bui della storia passata. I nuovi pilastri della scuola si possono così riassumere: difendere la presunta superiorità dei valori occidentali, come i recenti orientamenti ministeriali sembrano suggerire; preservare la derivazione dell...