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La scuola del "cambiamento"

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E, dunque, la propaganda ministeriale continua: vengono spacciati per cambiamenti i restauri di facciata! Come si può sostenere davvero di essere intervenuti con modifiche sulla Buona Scuola, quando, invece, se ne conserva tutto lo spirito che la informava? Togliere come requisito d'ammissione all'Esame di Stato l'obbligo dell'Invalsi, ma conservare la prova, che dovrà comunque essere svolta a marzo dagli studenti, non significa affatto aver "smantellato" la Buona Scuola né essersi interrogati sul senso dei test standardizzati che ammazzano lo spirito critico e non hanno nulla di formativo e non vuol dire neanche aver affrontato seriamente il problema della valutazione che da anni l'Istituto Invalsi cerca di usurpare ai docenti. Aver dichiarato, poi, di voler ridurre le ore di Alternanza Scuola-Lavoro, non significa per nulla aver affrontato la controversa questione sulla reale utilità dell'Alternanza, soprattutto nei percorsi liceali. Forse il Mi...

"Fare politica" a scuola

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Uno degli ultimi tweet di Salvini sulla scuola lascia sgomenti: p er fortuna gli insegnanti che fanno politica a scuola (guarda caso sempre pro-sinistra e pro-immigrazione) sono sempre di meno, avanti futuro! . Ipotizzare una scuola a-politica sarebbe per il Ministro Salvini un passo avanti verso il futuro. Non è chiaro, invece, che il silenzio politico, la censura o l'autocensura determinata da paura, sono l'humus tipico delle dittature. Ma, è evidente, per saperlo occorre aver studiato l'avvento e l'affermazione dei regimi dittatoriali almeno nella recente storia italiana. In nome dell'articolo 33 della Costituzione italiana ancora in vigore, i docenti, invece, non possono esimersi dal dovere morale di insegnare liberamente e, dunque, di "fare politica", non quella faziosa delle tifoserie di partito, ma quella nobile che punta alla costruzione di una polis umana. L'obiettivo della scuola è, infatti, formare persone capaci di pensare in modo crit...

Nuovi obiettivi per la scuola: educare all'imprenditorialità

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Lo scorso Marzo 2018 il MIUR ha pubblicato il Sillabo per l'Educazione all'imprenditorialità   siglando, in questo modo la definitiva curvatura in senso economicistico della scuola e assumendo la prospettiva aziendalistica del "fare impresa" come la sola, in senso assoluto, in grado di promuovere una cittadinanza attiva. Ne deriva, inoltre, una sensazionale centralità delle nuove tecnologie digitali; infatti tra le finalità principali del Sillabo figura quella di  prendere consapevolezza riguardo al ruolo e alle evoluzioni delle tecnologie di informazione e comunicazione (TIC). Comprendere le implicazioni delle TIC sia per individui, gruppi e organizzazioni, con particolare riferimento ai processi di comunicazione e organizzazione, creazione e distribuzione di valore. Comprendere i principali trend tecnologici e l’impatto delle tecnologie digitali sul lavoro.  Mario Ambel mette in luce la deriva culturale di una scuola ormai allo sbando come dimensione formativa...

In risposta a Galli Della Loggia: davvero servono cattedre più alte?

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Il recente articolo di Ernesto Galli della Loggia ha riaperto una vexata quaestio : come restituire credibilità e autorità ai docenti? I numerosi casi di cronaca attestano il feroce discredito sociale di cui gli insegnanti sono vittime, il web registra quasi quotidianamente atti di umiliazione ai danni dei professori, da parte di singoli alunni, di intere classi, di genitori che pretendono di risolvere con la violenza situazioni che richiederebbero invece equilibrio e, semplicemente, buon senso. Vale la pena soffermarsi su quattro delle proposte di Galli della Loggia: reintrodurre la predella per sollevare la cattedra rispetto al livello degli alunni, allo scopo di marcare l'asimmetria del rapporto educativo;  ripristinare l'obbligo per gli studenti di alzarsi in piedi all'arrivo degli insegnanti, in segno di rispetto; ridurre l'ingerenza delle famiglie nelle questioni scolastiche; abolire l'uso degli smartphone in classe. Si tratta di proposte dal s...

Proposte per il governo che verrà

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Perché la politica in Italia sta fallendo? Aristotele nella  Politica  sosteneva che l'efficacia di uno Stato si misura dal grado di felicità dei suoi cittadini:  costituito per rendere possibile la vita, lo Stato in realtà ha come finalità quella di rendere possibile una vita felice.  E tale obiettivo si può raggiungere, precisava il filosofo greco, solo se chi governa si impegna a operare in nome del bene comune:  quando l'uno o i pochi governano per il bene comune, queste costituzioni  necessariamente  sono  rette, mentre quelle che badano all'interesse di uno solo o dei pochi o della massa, sono deviazioni . La  nota dolens  oggi è questa: il bene comune non è più la meta dell'agire politico; chi detiene il potere tutela interessi di parte, della parte che rappresenta o, peggio, di un macrosistema economico che come un Panopticon controlla e dirige le politiche globali in modo unidirezionale per perpetuare la propria ombra, str...

Prof., è stanco? Non ce la fa più?

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Anche se si fa fatica ad ammetterlo, l'Italia ha sbagliato rotta sul fronte dell'istruzione e ha davvero fallito sul piano dell'educazione dei giovani. I casi di inammissibile violenza di adolescenti e/o delle loro famiglie, ai danni degli insegnanti si stanno moltiplicando e atteggiamenti di aggressiva maleducazione si sono diffusi con una velocità inimmaginabile. L'ultimo evento ha visto protagonista un ragazzo che ha impunemente inveito contro il suo docente, umiliandolo davanti alla classe. I compagni hanno ripreso, tra le risate generali, tutto l'episodio, postandolo successivamente sui social network. Non è trascorso molto tempo da quando si è registrata la notizia di una docente legata alla sedia dai suoi studenti e presa a botte. A partire dalle diagnosi condotte da Massimo Recalcati e Vladimiro Zagrbelsky, varie sono le motivazioni che spiegano quest'onda di disprezzo spinto fino alla violenza e accompagnato dal bisogno di umiliare gli insegnanti....

PERCHÉ C’È UN’EMERGENZA EDUCATIVA?

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La vulgata dice che la scuola è venuta ormai meno al suo mandato educativo. Sarà vero, forse. C’è da chiedersi, però, se i docenti abbiano la libertà di esercitarlo. I recenti casi di violenza ai danni degli insegnanti allarmano e fanno il focus su un’emergenza da risolvere: la rottura del patto di corresponsabilità formativa tra scuola e famiglia. I genitori guardano con sospetto gli insegnanti come se fossero sempre la controparte da cui difendersi. Occorre andare, però, alla radice del problema, di cui le vicende recenti sono solo la punta dell’iceberg. Il MIUR sta distribuendo in questi giorni nelle classi opuscoli contenenti tutti gli articoli della Costituzione italiana: si tratta di libretti colorati, con disegni elementari che riducono a dimensione fumettistica un argomento che meriterebbe, invece, una certa serietà. Tutto questo non sorprende. È la stessa linea adottata dal MIUR già ai tempi della diffusione sul web delle linee guida della Buona scuola: un format...